45 milioni di critiche
Il 22 febbraio scorso e' stato ufficialmente presentato al Bit 2007 il portale Italia.it, che dovrebbe promuovere nella rete "l'offerta turistica ed il patrimonio culturale, ambientale ed agroalimentare" del Belpaese.
Un progetto evidentemente mastodontico, che ha richiesto quasi tre anni per la sua realizzazione (avviato nel marzo 2004 ed affidato ad Innovazione Italia che ha assegnato parte dell’appalto a Ibm, Its e Tiscover) e ben 45 milioni generosamente concessi da Stato -i primi 20 per creare la piattaforma digitale- e Regioni -i rimanenti 25 per creare contenuti dettagliati.
45 milioni che hanno sollevato un vespaio di polemiche da parte di praticamente tutta la comunita' web nostrana.

A cominciare dal logo, “[…] Una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La “ì”, di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. È sovrastata da un punto di colore rosso. La “t” è verde, per rafforzare l’immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all’Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola “Italia” esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco. […]”, una vera e propria opera artistica costata la bellezza di 100.000 euro.
E piena di errori, come evidenzia questo articolo di DesignerBlog: a cominciare dal tricolore invertito, per passare alla forma stilizzata dell'Italia, che anche ruotata, distorta e specchiata non si avvicina all'originale, e per finire alla tipografia, con 4 tipi di caratteri, 3 diversi pesi, maiuscole e minuscole insieme il tutto in una parola di 6 (sei) lettere.
Niente da dire, centomila euro veramente ben spesi. Non so perché, ma mi viene in mente una celebre battuta da "Tre uomini e una gamba"...
Le vere note dolenti iniziano però dall'analisi tecnica del sito, che mostra decine di difetti, alcuni dei quali molto gravi. A cominciare dalla pagina introduttiva, che inizialmente era seguita da un pesante filmato in flash, tra l’altro con audio, e seguita ancora da una “pre-home page” per la scelta della lingua, il tutto per una durata complessiva di oltre 1 minuto…
E che dire dei link inizialmente inutilizzati nel menu principale della Home Page (!!) o di altre pagine presenti nel sito, o del fatto che immagini e link non avessero gli attributi alt e title e che il carattere scelto il più delle volte apparisse illeggibile...
Inizialmente poi
il sito cambiava lingua da solo facendo un pò di confusione,ed era persino possibile eseguire degli script all’interno dei form del sito…
Il tutto ovviamente documentato a "futura memoria" ad esempio in questo articolo di Giuseppe Lattanza.
Quanto ai contenuti, è meglio stendere un velo pietoso: ho dato un'occhiata (rapida, lo ammetto, ma mi e' bastata), e devo dire che avrebbero fatto prima a chiamarlo "Enciclopedia d'Italia De Agostini"...
Conteggio dello spreco:
Costo dell'operazione: 45 milioni di euro. Siamo buoni e diciamo che con 1/10 del budget, e cioe' 4 milioni e mezzo di euro (che ricordiamolo sono sempre 9 miliardi di lire), si sarebbe potuto creare un ottimo sito.
Anzi, per comodità arrotondiamo pure a 5 milioni. Rimangono sempre 40 milioni di euro sprecati per un risultato di scarsissima qualità.
Piccolo appunto: ho un piccolo sito "amatoriale" (ufficiodelturismo.it) che gestisco quando ho un po' di tempo libero (molto di rado a dire il vero) e che tengo per passione. Non mi rende nulla ma mi e' costato poche decine di euro di registrazione del dominio e di acquisto spazio web, oltre a qualche ora di ricerca e di lavoro.
A confronto del sito ministeriale e del suo costo ne posso andare fiero, sia come grafica che, soprattutto, come contenuti!
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