SPRECHI D'ITALIA
Alla ricerca delle spese inutili che ci tocca pagare
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Il dettaglio delle accise sui carburanti
Il 62% del prezzo finale dei carburanti e' costituito da tasse

Su una spesa di 50 euro di carburante 31,06 euro (il 62,134%) vanno alle casse dello stato sotto forma di tasse, 13,66 euro (il 27,32%) sono il costo per la materia prima sui mercati internazionali mentre 3,83 euro (il 7,65%) va ai petrolieri e 1,45 euro (il 2,9%) ai gestori. Il che significa che un litro di super senza piombo costerebbe, senza tasse, 0,43 euro, meno della metà di un litro di latte e quasi la metà di una tazzina di caffé espresso al bar.
Per ironia della sorte l'Italia, in quanto membro UE e come tale vincolata a rigidi regolamenti in materia economica e fiscale, non puo' intervenire autonomamente sulle proprie accise.

Vediamo nel dettaglio per cosa ci tocca pagare:
1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004.
Il totale è 0,25 €, ma la cosa assurda (oltre al fatto di pagare, a distanza di settant'anni, per la guerra d'Abissinia o, a distanza di un quarto di secolo, per i paesi terremotati) è che i valori riportati sono comprensivi di IVA: ciò significa che ad un’imposta, l’accisa, si applica l’IVA, in sostanza una tassa sulla tassa!

Conteggio dello spreco:
Non si tratta di uno spreco di soldi pubblici, ma visto che è un esborso con cui tutti quotidianamente abbiamo a che fare, vorremmo sapere come sono effettivamente usati i soldi versati per la crisi di Suez del '56, o per l'alluvione di Firenze!

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