A Firenze non si controllano le spese
Sotto-passo e sovra-prezzo. Così i metodi finanziari più moderni, nati per realizzare opere pubbliche trasparenti e senza ritardi, sembrano essere diventati lo strumento per riproporre vecchi vizi. Come quello dei costi per i cantieri che lievitano di anno in anno, fino a sfiorare il raddoppio. La lezione arriva da Firenze, che ha scelto il project financing per una serie di interventi destinati a cambiare il volto della città. Tra queste il sottopasso di viale Strozzi pare destinato a diventare un monumento allo spreco. I costi sono passati da 5 milioni previsti ad oltre 8, tutti a carico del Comune.
Secondo gli inquirenti, le spese in molti casi sono state gonfiate ad arte. La Guardia di Finanza, per esempio, ha calcolato che per il sottopasso sono state utilizzati 2.416 metri quadrati di pietra pregiata ma ne sono state fatturate al Comune 2.792. Stessa moltiplicazione virtuale per i cubetti di porfido. Così si arriva a un sovra-prezzo di 3 milioni 187 mila: oltre il 60% in più rispetto al contratto.
Le Fiamme Gialle hanno segnalato questa e altre opere urbane alla Corte dei conti, sostenendo che quei soldi in più non andassero pagati: una responsabilità che ricadrebbe soprattutto sull'architetto Gaetano De Benedetto, numero uno della direzione urbanistica del Comune, ma che in seconda istanza coinvolgerebbe tutta la giunta di Palazzo Vecchio, sindaco incluso, accusata di avere pagato i milioni extra senza vigilare. Adesso scende in campo anche la Procura, che indaga sul sottopasso per il reato di truffa: quattro persone sono sotto inchiesta, tra loro l'ingegnere che presiede Firenze Mobilità, designato dal colosso delle costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontello e che ha un ruolo in tutte le nuove iniziative urbanistiche cittadine.
Conteggio dello spreco: 3.187.000€
Fonte: L'Espresso - 29 febbraio 2008
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