Teatro di Pompei: dopo 79 milioni spesi in due anni intervengono i magistrati

Come siano stati spesi ben 79 milioni di euro in 2 anni (soprattutto nei 18 mesi della gestione del commissario straordinario Marcello Fiori, stretto collaboratore di Guido Bertolaso, imposto dall’ allora ministro Sandro Bondi) è da tempo oggetto di inchieste giornalistiche ed ora al vaglio della Procura di Torre Annunziata che ha disposto il sequestro del teatro di Pompei.
Vediamone qualche esempio: 55.000 euro spesi per comprare mille bottiglie di vino (mille!) con l’ etichetta Villa dei Misteri della cantina Mastroberardino e per un terzo spedite in giro per le ambasciate e i consolati nel mondo e per due terzi lasciate in un magazzino. 102.963 euro spesi per il «censimento» di 55 randagi al modico costo di quasi duemila euro per ogni cane non allontanato ma «censito» e messo in Internet con una scheda «autobiografica»: «Mi chiamo Menade, ho appena compiuto un anno e, come ogni sacerdotessa del dio del vino, vivo davanti alla casa del mio unico sposo: Bacco. Sono nera e lucida come la notte. Quando danzo alle stelle per lui piena del suo nettare…». Altri 3.164.282 euro dati alla Wind per il progetto «Pompeiviva» il cui cuore è, nell’ omonimo sito internet, un video stupefacente dove un ragazzo entra nella magica «Villa dei Misteri», scatta una foto a una donna dipinta sulla parete e tutti i personaggi affrescati si mettono a fare un coretto cantando una cover (in inglese) di «I Will Survive» di Gloria Gaynor.
Ed ancora 81.275 euro spesi per la visita (poi annullata!) di Silvio Berlusconi, preparativi che avevano visto il loro surreale capolavoro nella posa, lungo il cardo che porta alla domus di Lucrezio Frontone, di una «moquette» di stoffa poi coperta da un po’ di carriole di ghiaia lavica.
Ma ancora più grande è la decisione denunciata da Antonio Irlando (presidente dell’ Osservatorio archeologico che tenta di arginare gli stupri sulla meravigliosa città d’ arte) di avviare la costruzione, ad esempio, tra porta Vesuvio e porta di Nola, in piena area vincolata, di un mostruoso hangar di cemento armato definito «deposito di materiale archeologico e spogliatoi per il personale». Ed in mezzo a resti archeologici del II secolo avanti Cristo gli operai «si muovono come elefanti dentro una cristalleria». Foto alla mano, alla fine di maggio Irlando scrive a Bondi una lettera allarmatissima: «Sono in corso nell’ area archeologica lavori definiti nella tabella di cantiere “Restauro e sistemazione per spettacoli del complesso dei teatri in Pompei Scavi” che hanno sin qui comportato evidenti stravolgimenti dello stato originario dei monumenti e dei luoghi archeologici, con gravi danni al loro stato di conservazione. L’ evidenza della gravità degli interventi è facilmente e banalmente dimostrabile attraverso una rapida ricognizione dell’ attuale consistenza del teatro, in particolare della cavea, che, rispetto a una qualsiasi foto o disegno di diversi momenti della vita degli scavi, risulta completamente costruita ex novo con mattoni in tufo di moderna fattura».
La risposta del ministro si fa ancora attendere. Intanto il teatro lasciato fino a due anni fa così come era stato trovato, è stato stravolto. Gradino per gradino sono stati gettati dei cordoli di cemento armato e su questi sono stati posati mattoni di tufo giallognoli che somigliano a quelli usati nell’ Appennino meridionale per costruire i tuguri di campagna e i ricoveri per le bestie. I lavori di «restauro» dovevano costare 449.882 euro più Iva: sono costati undici volte di più, cioè 5 milioni 966 mila. Appalto dato (senza gara) a un raggruppamento temporaneo di imprese trainato dalla Caccavo Srl di Pontecagnano, scelta in meno di due anni dal commissario per 26 interventi per un totale di 16 milioni e mezzo di euro.

 

Fonte: Corriere della sera, 26 giugno 2011

Conteggio dello spreco:
La fonte parla di 79 milioni, quelli esplicitati sono 25.869.520, per comodità li arrotondiamo a 26 milioni di euro.

1 Commento

  1. paola confalonieri

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: