Terremoto Emilia: la casa ricostruita coi soldi pubblici, appena finita, è già da abbattere. “Ci passerà l’autostrada”

People walk past a collapsed building, after an earthquake, in Cavezzo near Modena

A maggio del 2012 Franco Bastia e sua moglie Giancarla, residenti ad Alberone (in provincia di Ferrara), hanno perso la casa per colpa del terremoto. Oggi, dopo aver trascorso quattro anni in un container, con 520mila euro di contributi pubblici l’hanno finalmente ricostruita (ordinanza 164 del 13 agosto 2015), ma a causa dell’autostrada Cispadana, e salvo cambi nel tracciato, la loro abitazione sarà presto espropriata e poi demolita. C’è da chiedersi come sia possibile che sia il Comune di Cento che la Regione Emilia Romagna non si siano accorti esaminando il progetto, che sul terreno sarebbe dovuta passare l’autostrada (i cui rilievi erano stati fatti nel 2011).
Adesso se il tracciato verrà confermato il terreno sarà espropriato, e la casa demolita: questione di poco tempo, dato che i cantieri per realizzare l’infrastruttura, 67 chilometri tra il casello di Reggiolo-Rolo, dove si raccorda con l’autostrada A22 del Brennero, e quello di Ferrara Sud, A13 Bologna-Padova, dovrebbero partire entro il 2017.
Si tratta di un enorme spreco di soldi pubblici: sarebbe bastato che il Comune di Cento avesse delocalizzato ai tempi della ricostruzione, e noi avremmo costruito da un’altra parte”.
Per il sindaco Pd di Cento, Piero Lodi, la colpa del paradosso, però, non è delle istituzioni locali, ma della burocrazia: sino a fine 2015 il tracciato preso in considerazione per la Cispadana era diverso. Il percorso autostradale che attraversa Alberone, e quindi anche la proprietà dei Bastia, infatti, fu considerato e poi scartato nel 2011, su richiesta dello stesso Comune e della Regione, proprio perché sarebbe dovuto passare nel cuore del paese, e si ipotizzò un percorso alternativo, che avrebbe portato l’infrastruttura al di fuori del centro abitato. Ma rimanendo un problema di vincoli paesaggistici, a febbraio il ministero dei Beni Culturali e quello all’Ambiente hanno deciso di tornare al vecchio tracciato: qualcuno a Roma ha tracciato una linea nell’unica fetta di territorio non vincolata a livello paesaggistico, senza accorgersi che stava passando sopra alle abitazioni. Il consiglio dei ministri, per sbloccare l’opera, si è espresso su quest’ultima soluzione. Che non solo mette a rischio decine di case, ma passa a 300 metri dall’asilo nido in costruzione.
Insomma, l’operazione rischia di mandare a monte oltre 1 milione di soldi pubblici.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

1 Commento

  1. paola confalonieri

    Il sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto 2016, ha messo indubbiamente in evidenza parecchi sperperi di denaro pubblico, il crollo della scuola di Amatrice, ne è diventata un simbolo:

    http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/08/crolla-l-istituto-omnicomprensivo-di-amatrice-il-comune-vuole-costituirsi-parte-civile-001083939.html

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