La diga di Blufi, 260 milioni spesi per nulla

Blufi

Progettata nel 1963 la diga, localizzata nelle Madonie, ha visto la sua costruzione iniziare nel 1990 con una spesa prevista di 180 miliardi di lire, ma al 2013 risultava ancora incompiuta ed il costo ha raggiunto, grazie a varianti d’opera e perizie suppletive, i 260 milioni di euro, circa 500 miliardi delle vecchie lire.
L’invaso avrebbe dovuto raccogliere 22 milioni di metri cubi dell’acqua proveniente dal fiume Imera ed essere il collegamento tra la diga Ancipa e quella del Fanaco per distribuire acqua alle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. La prima interruzione dei lavori avvenne nel 1995 dopo che, istituito il parco delle Madonie, non fu più consentito attingere materiale da cave comprese nella zona protetta, da dove fino a quel momento venivano prelevati gli inerti per costruire la diga. Nel 2001 il presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro annunciò la ripresa dei lavori: per risolvere il problema che causò l’interruzione dei lavori fu sufficiente decidere di prelevare il materiale inerte da cave fuori dalla zona protetta.
I lavori vennero però nuovamente interrotti dal Ministero dell’ambiente che riscontrò la mancanza della verifica di impatto ambientale.
Attualmente la spesa per i lavori di completamento richiederebbe 155 milioni di euro.

Conteggio dello spreco:260 milioni di euro

1 Commento

  1. paola confalonieri

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